Capitolo Sesto

INFLUSSO  DI  IVAN  MERZ

 

 

Una personalità di tale erudizione intellettuale e formazione spirituale come era il nostro Ivan non poteva non influire sul suo ambiente e sul suo tempo. Anzi si può tranquillamente dire, dopo attenta analisi della situazio­ne, che nessun elemento del laicato cattolico abbia esercitato tanto grande e positivo influsso in Croazia, nella prima metà del nostro secolo, come Ivan Merz.

Il suo influsso consistette in primo luogo nell'aver alzato "la temperatura religiosa" e diffuso il "sentire cum Ecclesia" nell'ambiente in cui viveva e lavorava. Conseguenza di tutta l'attività di Merz, come dice B. Loborski, fu "la circolazione dello Spirito di Dio, un rinascimento nel segno della croce, la diffusione dello zelo apostolico dei primi seguaci di Cristo".[1] Lo stesso autore dice come il nome di Ivan Merz, in quel tempo, in Croazia significava "un intero programma, una idea completa".[2]

Noi non possiamo presentare qui tutto l'influsso di Ivan Merz nei suoi dettagli, dati i limiti di questo lavoro. Indicheremo soltanto varie categorie di uomini e strati sociali in cui il suo influsso si sentiva maggior­mente, per mettere poi in rilievo l'influsso che continua nel tempo odierno tramite l'Istituto secolare della Comu­nità delle Collaboratrici di Cristo Re, istituto ideato da Merz stesso.

 
A. Influsso fino a 1945

 

1.  Genitori di Ivan. I primi destinatari dell'in­flusso benefico di Ivan sono stati i suoi stessi genitori. Anzi qui ci troviamo di fronte a un fatto poco comune: cioè che il figlio abbia convertito i suoi genitori da un cri­stianesimo puramente formale a un cattolicesimo praticante.[3] Ivan lo fece sia con la preghiera di cui ci ha lasciato interessanti cenni nel suo diario,[4] sia attraverso il contatto personale diretto o indiretto tramite le lettere. In questo senso è molto significativa la corrispondenza da Parigi tra Ivan e sua madre, dove si vede con che zelo Ivan lavorava per la conversione dei suoi genitori e come vi è finalmente riuscito.[5]

 

2.  Singoli. Ivan veniva a contatto con molti uomini, soprattutto intellettuali, ed esercitava su parecchi di loro un singolare influsso. Molti di loro in seguito, nei loro ricordi hanno confessato che cosa Merz significava per loro.

La persona su cui Ivan esercitò il maggior influsso fu la giovane maestra Marica Stranković. Essa stessa espressamente lo riconosce nella sua opera "Sulla storia dell'i­stituto delle Collaboratrici di Cristo Re":

"... sotto l'influsso di Merz pian piano en­travo nella vita, che di giorno in giorno mi era più vicina e più bella e non ha fine perché termina nel cielo".[6]

 

Sotto l'influsso del suo esempio, in primo luogo, e poi spinta anche dal suo diretto suggerimento essa fece il voto di castità perpetua.[7] Intanto Ivan intenzionalmente la entusiasmava per l'apostolato cattolico, le dava va­ri consigli e suggerimenti e soprattutto le faceva conoscere l'Opera "Cardinal Ferrari" preparandola per la fondazione di un Istituto simile in Croazia.[8] E difatti Ivan è riuscito, tramite Marica Stanković a realizzare, almeno in parte, la sua grande idea, come vedremo in seguito.[9]

Oltre che su Marica Stanković, Ivan esercitò notevole influsso su altre persone intellettuali che gli erano vicine nel suo lavoro con i giovani. Così dice prof. D. Žanko: "Da quando l'ho incontrato (nell'autunno del 1924) e fino a che lo accompagnai alla tomba, tutto il mio sviluppo interiore si muoveva intorno a lui".[10] Il dott. D. Čepulić lo chiama "il suo apostolo" e nei suoi molti scritti su Merz descrive ampiamente come egli influiva su di lui soprattutto nell'interiorità dell'animo.[11]

D. Žanko porta la seguente affermazione:

"Il vescovo di Hvar lo amò come il più esem­plare modello di laico cattolico e si ralle­grava per quel forte influsso che la sua persona del tutto apostolica esercitava sul po­polo e sugli stranieri. I canonici e i sacerdoti lo incontravano come loro pari".[12]

Il suo influsso, oltre ai suoi amici, si estendeva anche su gli avversari. Uno di questi, Pero Crnkovački, ha lasciato una bellissima descrizione della sua impressione della purezza di Merz e di come n’era profondamente im­pressionato ed edificato:

"Ci ha letto Ivan Merz la sua tesi di laurea ... Su ogni pagina si sente e si vede lui. Egli che è cosi bello, cosi puro. Mentre ci leggeva la sua anima bruciava di un ardore che io non conosco, la voce suonava di una bellezza che ho visto soltanto negli occhi dei bambini. E quando viene qualche luogo che illustra con qualche salmo o inno liturgico, allora l'espressione del suo viso è straordi­naria. Non so descrivere questo viso che ar­de. Sarebbe questo intensiva esperienza della bel­lezza letteraria? Sarebbe questo sperimentare la poesia divina della Sacra Scrittura? Sarebbe questo effusione dell'amore dell'autore celeste di questa poesia? Sarebbe questa la purezza dell'ani­ma giovanile che  sta bruciando dalla brama per lo Sposo?... Come è puro il suo occhio! Come è tranquillo, amabile! Sempre sorriden­te, sereno e allegro. Quest’anima non sa che cosa è impudicizia delle giornate della cit­tà e l'inferno delle sue notti? Passa vicino agli uomini con la preghiera nell'anima, con l'amore nel cuore. Viene tra gli uomini come portatore di pace e pioniere di una nuova vita. Come è bello il giovane puro! Da dove so che egli è puro? Ho visto - ho sentito. Non potest abscondi civitas supra montem".[13]

 

3.  Clero.  Nel 1943 il settimanale "Nedjelja" 16 (1943) pubblica l'articolo "Il sacerdote in borghese", in cui l'autore A. M. cerca di mettere in rilievo come Merz attraverso il suo apostolato ha esercitato una funzione emi­nentemente sacerdotale, in particolare con la sua vita profondamente eucaristica, con la diffusione delle idee di sacrificio e della croce di Cristo. Sul clero Ivan ha esercitato secondo l'autore un influsso in primo luogo indiretto in quanto per mezzo di lui, "tra i fedeli, soprattutto tra la gioventù si è diffusa la concezione ideale della voca­zione e del ministero sacerdotale".[14] L'autore vede un diretto influsso nelle numerose vocazioni sacerdotali che sono nate dagli stimoli "che egli ha dato nell’organizza­zione della gioventù cattolica come anche dal suo esempio che attirava irresistibilmente i giovani e li indirizzava verso le più alte mete della vita, conducendoli alla voca­zione sacerdotale".[15] Poi l'autore mette in rilievo che molti sacerdoti erano edificati e stimolati dall'esempio della vita e dall'attività di Ivan per una realizzazione più intensa dell'ideale sacerdotale. L'autore conclude l'articolo con le parole:

"Veramente la figura di Ivan Merz significava per tutti, sacerdoti e laici, la rivelazione di un nuovo grande ideale e perciò la sua azione e la sua vita delineano una nuova strada nella vita dei cattolici croati".[16]

 

Parecchi sacerdoti confermano quanto affermò l'autore del suddetto articolo. Così Don Mate Blašković lo considera "il suo amico e direttore spirituale".[17] Un altro confessa che partiva sempre da lui migliorato e spinto ad una vita più virtuosa.[18] Ancora a Parigi suggerisce al suo amico di studi D. Gračanin di diventare sacerdote. Questi si decide veramente e diventa un sacerdote esemplare.[19]

 

4. L'HOS. Abbiamo già esposto per esteso il ruolo di Ivan nell'organizzazione dell'Orlovstvo. A questa ha dedicato tutta la sua vita, come si è visto e come egli stesso riconosce: "Ogni istante della mia vita è dedicata all'Orlovstvo".[20] Anche al momento della morte offre la sua vita come sacrificio per essa.[21] Però, qui ci interessa­no le voci autorevoli e i giudizi sul suo reale influsso nell'HOS, cioè come i suoi più prossimi collaboratori e dirigenti dell'HOS sentivano la sua presenza e il suo ruolo.

L'Organo dell'HOS "Orlovski vjesnik", nel primo numero dopo la morte di Ivan annuncia cosi la triste notizia sulla prima pagina: "Il più luminoso, il più grande cande­labro, che la Provvidenza ha posto per illuminare le vie dell'Orlovstvo croato si è spento".[22] Nella prima assemblea generale dell'HOS dopo la morte di Ivan, il 2. XII. 1928, il presidente dott. I. Protulipac nella relazione uf­ficiale si esprime cosi sul suo ruolo:

"Non c'è dubbio che Orlovstvo croato nel dott. Merz ha perso la sua più forte forza spiri­tuale e un uomo che con la sua persona, con la sua vita e con il suo lavoro fu il punto centrale cui tendevano gli sguardi della no­stra organizzazione. Molti profetizzavano che la morte del dott. Merz sarà un colpo fatale per 1'Orlovstvo, ma hanno dimenticato che il dott. Merz ha lasciato dietro di sé un'idea, che è duratura, che ha conquistato i cuori dei nostri membri e che la sua preghiera si­gnifica il più forte sostegno negli sforzi della nostra organizzazione".[23]

Il dott. Drago Čepulić durante la celebrazione del primo anniversario della morte di Ivan si esprime in modo ancora più concreto:

"Questo 'uomo del Papa' ha attuato nelle fi­le degli Orlovi l'opera papale, l'opera pro­digiosa dell'apostolato gerarchico dei laici - questo mirabile ed onorevole compito per i laici: collaborare con la Chiesa docente nel lavoro apostolico sacerdotale".[24]

 

Due anni dopo, in occasione dell'anniversario della sua morte, "Nedjelja" scrive le seguenti parole:

"Egli è andato presto nella tomba, ma con la Sua comparsa ha portato una intera rivoluzione spirituale nella nostra vita e nel lavoro cattolico. Con la sua vita esemplare e con i suoi principi radicali e coerenti ci ha la­sciato una eredità ideologica su cui basare l'attività della gioventù cattolica durante la sua vita e dopo la sua morte. A questo rinnovato Movimento Cattolico il dott. Merz ha dato un’impronta incancellabile".[25]

 

5.  "Križari".  Il valore delle idee di Ivan Merz e della sua personalità come ideologo della gioventù cattoli­ca e come uomo di Dio appare in tutta la sua grandezza, in tutta la sua forza, nel fatto che l'intera organizzazione cattolica che è succeduta all'HOS dopo la sua abolizione, ha accettato l'eredità spirituale di Ivan e ha continuato a realizzarla nelle nuove circostanze della vita.

Un anno dopo la morte di Ivan il governo di Belgra­do emana il decreto con cui si vietano tutte le associazioni ginnastiche nazionali, comprese anche l'HOS[26] e si permettono soltanto le associazioni jugoslave "Sokol", interconfessionali. Con l'abolizione dell'HOS apparentemente viene distrutta tutta l'opera di Merz. Tuttavia, non fu co­sì.

Già due mesi dopo, all'inizio del 1930, sotto la dire­zione dei gesuiti si forma la nuova organizzazione cattolica "Križari" che, come parte del movimento dell'Apostolato della preghiera, ottiene il permesso del governo. Tutta la gioventù che apparteneva al soppresso HOS passa alla nuova organizzazione, portando però con sé lo spirito dell' "Orlovstvo" e, inseparabilmente da esso, l'eredità  di Ivan Merz che difatti formò lo spirito specifico dell'Orlovstvo. Già i primi passi della nuova organizzazione sono segnati dal diretto influsso di Merz benché fosse già morto. Lo stesso nome "Križari" (crociati) viene preso da Merz che, nell'ultimo tempo, si era interessato di fondare un movimento di bambini sotto il nome di "piccoli crocia­ti", analogo al movimento eucaristico in Francia.[27] In­oltre gli stessi fondatori della nuova organizzazione cer­carono nel suo archivio il materiale sulle organizzazioni cattoliche che Merz raccoglieva per ispirarsi nella compo­sizione delle regole per la nuova organizzazione.[28] I "Križari" ripresero anche il motto "Sacrificio – Eucaristia - Apostolato" dell'HOS e lo continuarono a realizzare nella prassi. È anche interes­sante notare che l'ultimo articolo che Ivan pubblicò porta il titolo "I crociati dell'epoca nuova"[29] in cui paragona lo spirito dell'Orlovstvo con l'idealismo e lo slancio per Cristo dei crociati medievali. Difatti con questo suo ultimo articolo ha tracciato la strada alla nuova organizzazione.

Ogni anno i "Križari" ricordavano solennemente l'anniversario della sua morte e si metteva sempre in rilievo que­sta stretta connessione con Ivan Merz, loro guida spirituale. Egli è "nostro duce e maestro che ha iniziato, guidato e educato ‘Križarstvo’".[30] Essi fanno propri gli stessi ideali di Merz chiamandoli "nostre mete e vie".[31]

Che cosa Merz significasse per "Križarstvo" si vide nel modo migliore nel decimo anniversario della sua morte. L'intero anno scolastico 1937 - 1938 era stato proclamato da am­bedue i rami del "Križarstvo", maschile e femminile, "l'An­no di Ivan Merz", e in esso tutti i membri avevano cercato di approfondire la conoscenza della vita e dell'attività del loro ideale, dott. Ivan Merz.[32] Durante la celebra­zione principale del giubileo il presidente dei "Križari", dott. Ivan Protulipac, nel suo discorso inaugurale mise in rilievo nel modo migliore il ruolo di Merz per la nuova organizzazione e constatò che i membri avevano continuato fedelmente a mettere in pratica gli ideali di Merz e a seguire il suo spirito.[33] Anzi, portò interessanti statisti­che che poi furono pubblicate nel settimanale dei "Križari" "Nedjelja" sotto il titolo: "L'eredità di Merz".[34] Le trascriviamo per avere un'idea di come era composta questa eredità:

 

-    30 sacerdoti

-    782 associazioni locali

-    26.689 crociati (grandi e piccoli)

-    60 raduni ginnici

-    429 corsi

-    1.137 visite alle associazioni

-    1.606 accademie e presentazioni

-    7.293 raduni spirituali

-    18.892 sedute dei dirigenti

-    46.256 conferenze

-    8.2611 raduni

-     

Anche nel 1943, in occasione del quindicesimo anniversario della morte di Ivan, l'intero anno scolastico 1942 - 1943 è stato di nuovo proclamato "Anno di Ivan Merz" per continuare ad approfondire la sua eredità spirituale.[35]

Quel che Merz significava per il ramo maschile dei Križari lo significava anche per il ramo femminile, e la sua presidentessa Marica Stanković, nel suo libro "La gio­vinezza della serenità", in cui descrive la storia e l'at­tività del ramo femminile dell'Orlovstvo e poi del Križarstvo ce ne lasciò un prezioso documento. Difatti tutto il libro è pieno di Merz e M. Stanković continuamente mette in rilievo il suo decisivo influsso spirituale ed ideologico su tutta l'organizzazione, sia durante la sua vita come anche dopo la sua morte.[36]

Concludiamo questa breve presentazione dell'influs­so di Merz sul "Križarstvo", di cui si potrebbero citare an­cora molte altre testimonianze e dichiarazioni, con le pa­role del dott. Slavko Šarić che nel 1938 sostituì il dott. Protulipac nella presidenza del VKB - ramo maschile del "Križarstvo". Egli riassume in modo molto chiaro il rapporto tra Ivan Merz e "Križarstvo":

"Ivan Merz è il padre spirituale di molte migliaia di 'Križari' croati, che mettono in pratica nella vita lo spirito dell'Eucari­stia, del sacrificio e dell'Apostolato di cui Merz li ha istruiti. In genere 'Križarstvo' deve soltanto a lui il suo programma. Merz gli diede il fondamento spirituale e l'indi­rizzo nello spirito della Chiesa da cui esso non è mai traviato.  Grazie al suo merito e senza alcuna metamorfosi 'Križarstvo' è sta­ta sempre sulle posizioni della Chiesa, del Papato e dell'Azione Cattolica".[37]

 

Notiamo infine che vari vescovi in parecchie occa­sioni ricordavano Merz e lo proponevano alla gioventù come vero esempio e ideale da seguire.[38]

 

 

B. Dopo la II Guerra Mondiale

 

Nel 1945, con l’arrivo del regime comunista tutte le or­ganizzazioni cattoliche, compresa anche la stampa cattoli­ca, vengono soppresse dal governo. Nonostante che in pubblico non si potesse far niente per mantenere il ricordo di Ivan Merz, la sua memoria viveva nei cuori di molti. Appe­na fu possibile si cominciò a celebrare gli anniversari della sua morte e ad organizzare altre iniziative per man­tenere il suo ricordo e la sua venerazione. Possiamo indi­viduare a diversi livelli la presenza e l'influsso di Ivan Merz nel tempo dopo la seconda guerra mondiale.

1. La fondazione dell'istituto se­colare delle Collaboratrici di Cristo Re. - 2. L'apertura del processo per la beatificazione di Ivan Merz. - 3. La stampa e varie commemorazioni. - 4. L'influsso sui giovani. - 5. Grazie ottenute per sua intercessione.

 

1. Fondazione dell'Istituto Secolare femminile. An­cora nel 1938 a Banja Luka, città natale di Ivan, sotto la guida di M. Stanković furono posti i primi fondamenti dell'istituto. Le "križarice" (le crociate) più zelanti si unirono nella Comunità di Cristo Re", volendo realizzare così l'idea di Merz sull'istituto secolare. Marica Stanković scrive così a proposito della fondazione della Comunità: "La Comunità di Cristo Re" è il capolavoro di Merz, il suo piano di vita. Egli ne è il fondatore e il protettore".[39] Nel 1953 la "Comunità delle Collaboratrici di Cristo Re" è giuridica­mente approvata da parte della Chiesa. Oggi conta circa cento membri che, nelle varie professioni laicali, con i voti evangelici seguono l'esempio di Ivan Merz, testimonian­do Cristo nel mondo e lavorando per il suo Regno.[40] Nel Commentario delle Regole, scritto verso il 1955, M. Stanković dedica tutto il terzo capitolo a Ivan Merz, dove anco­ra una volta afferma come Ivan Merz ha influito sull'orientamento della sua vita e come la preparava per la fondazione dell'Istituto. Lo considera come il fondatore perché Merz è colui che ha gettato il seme da cui è cresciuto l'Istituto.[41]

 

2. Apertura del processo per la beatificazione.  Nel 1958 il Cardinale Franjo Šeper, arcivescovo di Zagreb, inizia il processo informativo per la beatificazione di Ivan Merz. Il processo al livello diocesano è terminato nel 1986.[42]

 

3. Memorie pubbliche. Dagli ultimi 15 anni, si ce­lebra ogni anno a Zagreb, con speciale solennità, una san­ta messa commemorativa in occasione dell'anniversario del­la morte di Merz, il 10 maggio. Inoltre sono state già pubblicate due biografie;[43] e nel 1973 la Postulazione inizia la rivista periodica "Ivan Merz - Portavoce della Po­stulazione". Altre riviste pubblicano articoli su Merz, so­prattutto negli anniversari delle sue date più importanti.[44] Nel 1975 rev. Marin Škarica difende la sua tesi di laurea al Pontificio Istituto Anselmiano di Roma, tesi che tratta del ruolo di Merz nel movimento liturgico in Croazia.

 

4. Giovani e stranieri. Merz ha grande influsso su molti che non l'hanno conosciuto. Il Portavoce della Postulazione pubblica le loro testimonianze: si tratta soprattutto di giovani.[45] Inoltre si organizzano varie iniziati­ve per i giovani, tutte connesse con il ricordo di Merz. Così, per l'Anno Santo 1975, un gruppo di catechisti di Za­gabria guidati dal postulatore della causa di Ivan Merz accompagna a Roma 300 giovani per partecipare al Pellegrinaggio In­ternazionale spinti dall'esempio di Merz, che 50 anni prima aveva fatto la stessa cosa con i giovani Orlovi.[46] Incontri internazionali di giovani, che s’ispirano alle idee di Ivan Merz, continuano.[47]

Per l'occasione è doveroso riportare le significative affermazioni del prof. Tommaso Federici, moderatore della tesi di laurea del rev. M. Škarica. Egli, come straniero, che per la prima volta s’incontrava con Merz cosi si esprime nell'articolo "La scoperta di Ivan Merz":

"La figura e l'opera di Ivan Merz destano sorpresa indicibile appena le si avvicina... Dirigere una tesi di laurea su Ivan Merz, come è toccato allo scrivente, è esaltante. Si entra di fatto in uno scambio vitale, al qua­le è impossibile sottrarsi, e dal quale è impossibile non imparare moltissimo. Occorre­rebbe pubblicare la sua 'opera omnia' da rendere nota a tutti i cattolici... Sulla dot­trina liturgica di Ivan Merz noi professori del Pontificium Institutum Liturgicum di Ro­ma siamo pieni di ammirazione ... Ivan Merz è degno di essere acclamato come figlio di­letto, prezioso, della Chiesa, anima eletta, santo di Dio, ed essere proposto come esem­pio di santità moderna reale e vissuta".[48]

 

In occasione dell'ottantesimo anniversario della nascita di Merz, il 16 dicembre 1976, lo stesso professore T. Federici pubblica un ampio articolo su Merz nell'Osservatore Romano" e ter­mina con le parole:

"In questa ricorrenza ottantennale di Ivan Merz il mondo cattolico, la gioventù cattoli­ca, ha dunque il dovere di conoscere un esemplare moderno di santità, di bontà, di dono sacrificale per il bene del mondo. La Chiesa poi deciderà se e quando additarlo anche al­la venerazione, oltre che all'ammirazione e all'amore dei suoi figli".[49]

 

5. Grazie ottenute per sua intercessione. Bisogna anche mettere in rilievo il fatto del continuo influsso di Merz sul piano soprannaturale. Cioè, molti fedeli si rivolgono a lui nelle loro necessità con la preghiera. Il loro ringraziamenti si pubblicano nel Portavoce della Postulazione già dal primo numero. E possi­bile ammirare inoltre alcuni ex-voto sulla sua tomba nella Basilica del Sacro Cuore a Zagabria.

 

C. Programma di vita e di azione

 

Concludendo questo capitolo sull'influsso di Merz, elenchiamo ancora qualche dichiarazione autorevole e significativa che, in modo riassuntivo, vuol esprimere quanto egli ha significato per la Chiesa in Croazia.

Ante Dubić nel quindicesimo anniversario della sua morte, co­sì scrive:

"Il nome del dott. Ivan Merz ha significato in questi ultimi venti anni, e significa an­cora per la giovane generazione dei cattolici croati un programma. Il programma del nuovo modo di pensare, di agire, di una nuova vita nella più stretta unione con Cristo e con il suo vicario sulla terra, il Papa di Roma".[50]

 

Sulla verità di queste parole abbiamo un'altra te­stimonianza molto significativa:

"Noi, la generazione più giovane, che siamo nati dopo la prima guerra mondiale, non ab­biamo mai visto né incontrato Merz. Ma egli tuttavia nella vita di molti di noi ha avuto un ruolo decisivo. Quando arrivammo al croce-via della nostra vita, la sua biografia è arrivata al momento giusto, ed ha indirizzato la nostra vita per la via giusta. E sono profondamente convinto e so che la biografia di Merz parecchi ha fatto ritirare dalla strada sbagliata e li ha indirizzati e mantenuti sul­la retta via. Noi veneriamo Merz, noi seguiamo il nostro Ivan; noi diffondiamo le sue idee, perché egli è e sarà l'esempio duraturo che bisogna seguire".[51]

 

I sentimenti di riconoscenza e di gratitudine che la professoressa Đurđica Vitković in modo molto poetico esprime nella prefazione del libro "Ivan Merz, uomo di Dio della Croazia", raccolta di saggi di vari autori in occa­sione del decimo anniversario della morte di Ivan, sono l'espressione autentica di tutto quello che sentiva la gioventù croata e, insieme ad essa, molte persone fedeli a Ivan. Prof. Vitković in questo inno di gratitudine raggruppa i suoi pensieri intorno a tre idee principali: grande maestro, buon amico e casto fratello. Riportiamo qui soltanto alcuni pensieri i più significa­tivi:

"Grande nostro maestro, grazie a te! Grazie a te per averci insegnato come si ama fedel­mente Cristo.

Grazie a te per averci mostrato tutta la dolcezza del convitto eucaristico, tutta la forza vitale della manna divina, tutta la bellezza dell'amicizia col buon Pasto­re e con lo Sposo delle anime.

Grazie a te, che ci insegnasti a guardare a Cristo nel suo corpo mistico, nella Sua santa sposa, la Chiesa Cattolica.

Grazie a te per averci resi attenti: che non possia­mo essere cattolici senza amare il Papa, i vescovi e i sacerdoti.

Grazie per averci aperto il cuore verso coloro, per mezzo dei quali ci parla lo stesso Spirito Santo...

Grazie a te, che c’insegnasti a proiettare tutti i nostri desideri e le nostre cure nella trascendenza, nell'eterno; che ci additasti, per calmare i nostri cuori irre­quieti; che c’insegnasti a colmare il vuoto infinito dei nostri cuori soltanto coll’Infinito, per tutto questo, gra­zie a te!

BUON AMICO NOSTRO, grazie a Te!

Grazie a te per averci allargato il cuore così da poter abbracciare in esso tutti gli uomini, tutte le nostre sorelle ed i nostri fratelli, la nostra cara patria, tutto il mondo...

PURO NOSTRO FRATELLO, grazie a Te!

Grazie a te, perché sei stato con noi così delicato e gentile. Che hai capito le vibrazioni più fini delle più piccole cellule dell'anima della giovane. Grazie a Te, perché in ogni donna hai guardato l'immagine dell'Immacolata. Tu sei stato un buon fratello, unico fra mille che in modo perfetto, tra noi, hai capito perché Cristo, proprio per mezzo della donna, è venuto al mondo. Grazie a Te, Ivan, perché sinceramente hai rispettato tutte le sue sorelle; in ognuna di esse hai guardato la portatrice di Cristo, fi­glie genuine della Madonna.

Grazie a te, perché per mezzo tuo abbiamo amato la purezza delle vergini, il candore di Maria e di suo Figlio.

Per tutto questo, grazie a te!

Noi, santo nostro fratello Ivan, che hai offerto la tua vita al Signore dei secoli per 'Križarstvo' e per noi tutti, promettiamo che sempre saremo fedeli custodi della tua eredità, che anche noi, come Te, lotteremo soltanto per CRISTO E II SUO REGNO nelle anime.

Questo è il nostro voto: di noi 'Križarice' nel de­cimo anniversario del tuo riposo nel seno dell'Eterno Pa­dre".[52]


 


[1] LOBORSKI B., Svetac Božji, in ND 29(194-2)1

[2] L. cit

[3] Cf VRBANEK, Vitez,215

[4] Cf D 20-1-1921; anche D 4-8-1918

[5] Cf KNIEWALD, Život, 127-133

[6] STANKOVIĆ M., Iz povijesti Ustanove, manoscritto

[7] Cf l. cit.

[8] Cf l. cit.

[9] Vedi P. II., cap 6, B 1

[10] ŽANKO D., O Božjem čovjeku, in ND 21(1929)4

[11] Cf ĆEPULIĆ D., Dr Ivan Merz, in VMK 1(1928)9-11; anche Id., Duša dra Ivana Merza, in OM 8(1928-29)101-102

[12] ŽANKO D., op. cit.

 

[13] CRNKOVAČKI Pero, Brat Vitez, in Luč 9-10(1928)276

[14] A.M., Svećenik u civilu, in ND 16(1943)4

[15] L. cit.

[16] L. cit.

[17] NAGY, Borac, 256

[18] Cf D.A.B., Anđeo tješitelj, in OM 8(1928-1929)106

[19] Cf NAGY, Borac, l96

[20] RADIĆ A., Dr Ivan Merz, in NS 18(1928)1

[21] Cf VRBANEK, Vitez,152-153

[22] Pok. dr Ivan Merz, in OV 5(1928)1

[23] Glavna skupština HOSa, in OS 1(1929)15

[24] ĆEPULIĆ D., Proslava obljetnice smrti I. Merza, in ND 20(1929)5

[25] KNIEWALD, Život, 258 ; Cf anche Nedjelja 19(1930)1;

la bibliografia degli articoli su Ivan Merz riporta D. Kniewald nella sua biografia del 1932. Ci sono 129 articoli e saggi comprendenti il periodo dal 1928 al 1931.

[26] Cf VRBANEK,Vitez,158; anche STANKOVIĆ, Mladost vedrine 55-56

[27] Cf KNIEWALD, Život,168

[28] L. cit.

[29] Cf MERZ, Križari novog vijeka, in OS 5(1928)130

[30] Dr G., Križarska organizacija u novoj godini 1933, in ND 5(1933)1-2

[31] Cf MKC I., Putevi i ciljevi, in ND 24(1933)2-4

[32] Cf Nedjelja 22(1937)5

[33] Cf PROTULIPAC I., Prorok Božji, in ND 21(1938)2

[34] Cf Merzova baština, in ND 20(1938)3; queste cifre contengono anche le statistiche dell'HOS dal 1923 fino alla sua abolizione e poi continuano nei Križari fino al 1937. Inoltre si riferiscono soltanto al ramo maschile mentre esistevano analoghe cifre anche per il ramo femminile.

 

[35] Cf Navještaj Merčeve godine, in ZVD 7(1942)3

[36] Cf STANKOVIĆ M., Mladost vedrine,  35, 36, 37, 39, 48, 49, 66-78, 82, 99, 102, 106, 108, 126-128, 149, 152, 155, 300, 302-303

[37] ŠARIĆ S. O devetoj godišnjici smrti dra Ivana Merza, in ND 19(1937)2

[38] Cf KNIEWALD, Život, 257-258; ŠARIĆ I. E., arcivesc., Poruka križarima, in ND 22(1932)1; STANKOVIĆ M., Mladost vedrine, 317-324,325

 

[39] STANKOVIĆ M., Apostolat u svijetu, in ZVD 8-9(1943)2

[40] Cf NAGY, Borac,314

[41] Cf STANKOVIĆ M., Komentar pravila,58-46.

[42] Biskupijski postupak za beatifikaciju, in GP 1(1974)34

[43] Le biografie sono: NAGY B., Borac s bijelih planina (Zagreb 1971);  Id., Prijatelj mladih(Zagreb 1974)

[44] L'ottantesimo anniversario della nascita di Ivan Merz, 16 dicembre 1976 hanno comemorato le seguente rivi­ste e giornali in Croazia: Glas Koncila, Glasnik Srca Isusova i Marijina, Crkva u svijetu, Salezijanski vjesnik, Vjesnik Djakovačke biskupije, Marulić. Lo fece anche L'Osservatore Romano.

[45] Cf la rubrica "Mladi današnjice o Ivanu Merzu" in tutti i numeri del Portavoce della Postulazione finora pubblicati.

[46] Cf Ivan Merz i Sveta Godina, in GP 1-2(1975)1-28

[47] Cf Mladež iz evropskih zemalja u M. Bistrici, - in GP 1-2(1976)4-8

[48] FEDERICI T., Otkriće Ivana Merza, in GP 1-2(1975)30-31

[49] Id., Ivan Merz e l'Azione Cattolica croata, in L'Osserv.Romano, 293(1976)5

[50] DUBIĆ A., Dr Ivan Merz, in ND 16(1944)1

[51] AR, Uzor, in ND 10(1943)13

[52] VITKOVIĆ  Đ., Prefazione "U dubokoj   zahvalnosti" in Božji čovjek Hrvatske (Zagreb 1958) s.n.