Capitolo SestoINFLUSSO DI IVAN MERZ
Una personalità di tale erudizione intellettuale e formazione spirituale come era il nostro Ivan non poteva non influire sul suo ambiente e sul suo tempo. Anzi si può tranquillamente dire, dopo attenta analisi della situazione, che nessun elemento del laicato cattolico abbia esercitato tanto grande e positivo influsso in Croazia, nella prima metà del nostro secolo, come Ivan Merz. Il suo influsso consistette in primo luogo nell'aver alzato "la temperatura religiosa" e diffuso il "sentire cum Ecclesia" nell'ambiente in cui viveva e lavorava. Conseguenza di tutta l'attività di Merz, come dice B. Loborski, fu "la circolazione dello Spirito di Dio, un rinascimento nel segno della croce, la diffusione dello zelo apostolico dei primi seguaci di Cristo".[1] Lo stesso autore dice come il nome di Ivan Merz, in quel tempo, in Croazia significava "un intero programma, una idea completa".[2] Noi non possiamo presentare qui tutto l'influsso di Ivan Merz nei suoi dettagli, dati i limiti di questo lavoro. Indicheremo soltanto varie categorie di uomini e strati sociali in cui il suo influsso si sentiva maggiormente, per mettere poi in rilievo l'influsso che continua nel tempo odierno tramite l'Istituto secolare della Comunità delle Collaboratrici di Cristo Re, istituto ideato da Merz stesso. A. Influsso fino a 1945
1. Genitori di Ivan. I primi destinatari dell'influsso benefico di Ivan sono stati i suoi stessi genitori. Anzi qui ci troviamo di fronte a un fatto poco comune: cioè che il figlio abbia convertito i suoi genitori da un cristianesimo puramente formale a un cattolicesimo praticante.[3] Ivan lo fece sia con la preghiera di cui ci ha lasciato interessanti cenni nel suo diario,[4] sia attraverso il contatto personale diretto o indiretto tramite le lettere. In questo senso è molto significativa la corrispondenza da Parigi tra Ivan e sua madre, dove si vede con che zelo Ivan lavorava per la conversione dei suoi genitori e come vi è finalmente riuscito.[5]
2. Singoli. Ivan veniva a contatto con molti uomini, soprattutto intellettuali, ed esercitava su parecchi di loro un singolare influsso. Molti di loro in seguito, nei loro ricordi hanno confessato che cosa Merz significava per loro. La persona su cui Ivan esercitò il maggior influsso fu la giovane maestra Marica Stranković. Essa stessa espressamente lo riconosce nella sua opera "Sulla storia dell'istituto delle Collaboratrici di Cristo Re":
Sotto l'influsso del suo esempio, in primo luogo, e poi spinta anche dal suo diretto suggerimento essa fece il voto di castità perpetua.[7] Intanto Ivan intenzionalmente la entusiasmava per l'apostolato cattolico, le dava vari consigli e suggerimenti e soprattutto le faceva conoscere l'Opera "Cardinal Ferrari" preparandola per la fondazione di un Istituto simile in Croazia.[8] E difatti Ivan è riuscito, tramite Marica Stanković a realizzare, almeno in parte, la sua grande idea, come vedremo in seguito.[9] Oltre che su Marica Stanković, Ivan esercitò notevole influsso su altre persone intellettuali che gli erano vicine nel suo lavoro con i giovani. Così dice prof. D. Žanko: "Da quando l'ho incontrato (nell'autunno del 1924) e fino a che lo accompagnai alla tomba, tutto il mio sviluppo interiore si muoveva intorno a lui".[10] Il dott. D. Čepulić lo chiama "il suo apostolo" e nei suoi molti scritti su Merz descrive ampiamente come egli influiva su di lui soprattutto nell'interiorità dell'animo.[11] D. Žanko porta la seguente affermazione:
Il suo influsso, oltre ai suoi amici, si estendeva anche su gli avversari. Uno di questi, Pero Crnkovački, ha lasciato una bellissima descrizione della sua impressione della purezza di Merz e di come n’era profondamente impressionato ed edificato:
3. Clero. Nel 1943 il settimanale "Nedjelja" 16 (1943) pubblica l'articolo "Il sacerdote in borghese", in cui l'autore A. M. cerca di mettere in rilievo come Merz attraverso il suo apostolato ha esercitato una funzione eminentemente sacerdotale, in particolare con la sua vita profondamente eucaristica, con la diffusione delle idee di sacrificio e della croce di Cristo. Sul clero Ivan ha esercitato secondo l'autore un influsso in primo luogo indiretto in quanto per mezzo di lui, "tra i fedeli, soprattutto tra la gioventù si è diffusa la concezione ideale della vocazione e del ministero sacerdotale".[14] L'autore vede un diretto influsso nelle numerose vocazioni sacerdotali che sono nate dagli stimoli "che egli ha dato nell’organizzazione della gioventù cattolica come anche dal suo esempio che attirava irresistibilmente i giovani e li indirizzava verso le più alte mete della vita, conducendoli alla vocazione sacerdotale".[15] Poi l'autore mette in rilievo che molti sacerdoti erano edificati e stimolati dall'esempio della vita e dall'attività di Ivan per una realizzazione più intensa dell'ideale sacerdotale. L'autore conclude l'articolo con le parole:
Parecchi sacerdoti confermano quanto affermò l'autore del suddetto articolo. Così Don Mate Blašković lo considera "il suo amico e direttore spirituale".[17] Un altro confessa che partiva sempre da lui migliorato e spinto ad una vita più virtuosa.[18] Ancora a Parigi suggerisce al suo amico di studi D. Gračanin di diventare sacerdote. Questi si decide veramente e diventa un sacerdote esemplare.[19]
4. L'HOS. Abbiamo già esposto per esteso il ruolo di Ivan nell'organizzazione dell'Orlovstvo. A questa ha dedicato tutta la sua vita, come si è visto e come egli stesso riconosce: "Ogni istante della mia vita è dedicata all'Orlovstvo".[20] Anche al momento della morte offre la sua vita come sacrificio per essa.[21] Però, qui ci interessano le voci autorevoli e i giudizi sul suo reale influsso nell'HOS, cioè come i suoi più prossimi collaboratori e dirigenti dell'HOS sentivano la sua presenza e il suo ruolo. L'Organo dell'HOS "Orlovski vjesnik", nel primo numero dopo la morte di Ivan annuncia cosi la triste notizia sulla prima pagina: "Il più luminoso, il più grande candelabro, che la Provvidenza ha posto per illuminare le vie dell'Orlovstvo croato si è spento".[22] Nella prima assemblea generale dell'HOS dopo la morte di Ivan, il 2. XII. 1928, il presidente dott. I. Protulipac nella relazione ufficiale si esprime cosi sul suo ruolo:
Il dott. Drago Čepulić durante la celebrazione del primo anniversario della morte di Ivan si esprime in modo ancora più concreto:
Due anni dopo, in occasione dell'anniversario della sua morte, "Nedjelja" scrive le seguenti parole:
5. "Križari". Il valore delle idee di Ivan Merz e della sua personalità come ideologo della gioventù cattolica e come uomo di Dio appare in tutta la sua grandezza, in tutta la sua forza, nel fatto che l'intera organizzazione cattolica che è succeduta all'HOS dopo la sua abolizione, ha accettato l'eredità spirituale di Ivan e ha continuato a realizzarla nelle nuove circostanze della vita. Un anno dopo la morte di Ivan il governo di Belgrado emana il decreto con cui si vietano tutte le associazioni ginnastiche nazionali, comprese anche l'HOS[26] e si permettono soltanto le associazioni jugoslave "Sokol", interconfessionali. Con l'abolizione dell'HOS apparentemente viene distrutta tutta l'opera di Merz. Tuttavia, non fu così. Già due mesi dopo, all'inizio del 1930, sotto la direzione dei gesuiti si forma la nuova organizzazione cattolica "Križari" che, come parte del movimento dell'Apostolato della preghiera, ottiene il permesso del governo. Tutta la gioventù che apparteneva al soppresso HOS passa alla nuova organizzazione, portando però con sé lo spirito dell' "Orlovstvo" e, inseparabilmente da esso, l'eredità di Ivan Merz che difatti formò lo spirito specifico dell'Orlovstvo. Già i primi passi della nuova organizzazione sono segnati dal diretto influsso di Merz benché fosse già morto. Lo stesso nome "Križari" (crociati) viene preso da Merz che, nell'ultimo tempo, si era interessato di fondare un movimento di bambini sotto il nome di "piccoli crociati", analogo al movimento eucaristico in Francia.[27] Inoltre gli stessi fondatori della nuova organizzazione cercarono nel suo archivio il materiale sulle organizzazioni cattoliche che Merz raccoglieva per ispirarsi nella composizione delle regole per la nuova organizzazione.[28] I "Križari" ripresero anche il motto "Sacrificio – Eucaristia - Apostolato" dell'HOS e lo continuarono a realizzare nella prassi. È anche interessante notare che l'ultimo articolo che Ivan pubblicò porta il titolo "I crociati dell'epoca nuova"[29] in cui paragona lo spirito dell'Orlovstvo con l'idealismo e lo slancio per Cristo dei crociati medievali. Difatti con questo suo ultimo articolo ha tracciato la strada alla nuova organizzazione. Ogni anno i "Križari" ricordavano solennemente l'anniversario della sua morte e si metteva sempre in rilievo questa stretta connessione con Ivan Merz, loro guida spirituale. Egli è "nostro duce e maestro che ha iniziato, guidato e educato ‘Križarstvo’".[30] Essi fanno propri gli stessi ideali di Merz chiamandoli "nostre mete e vie".[31] Che cosa Merz significasse per "Križarstvo" si vide nel modo migliore nel decimo anniversario della sua morte. L'intero anno scolastico 1937 - 1938 era stato proclamato da ambedue i rami del "Križarstvo", maschile e femminile, "l'Anno di Ivan Merz", e in esso tutti i membri avevano cercato di approfondire la conoscenza della vita e dell'attività del loro ideale, dott. Ivan Merz.[32] Durante la celebrazione principale del giubileo il presidente dei "Križari", dott. Ivan Protulipac, nel suo discorso inaugurale mise in rilievo nel modo migliore il ruolo di Merz per la nuova organizzazione e constatò che i membri avevano continuato fedelmente a mettere in pratica gli ideali di Merz e a seguire il suo spirito.[33] Anzi, portò interessanti statistiche che poi furono pubblicate nel settimanale dei "Križari" "Nedjelja" sotto il titolo: "L'eredità di Merz".[34] Le trascriviamo per avere un'idea di come era composta questa eredità:
- 30 sacerdoti - 782 associazioni locali - 26.689 crociati (grandi e piccoli) - 60 raduni ginnici - 429 corsi - 1.137 visite alle associazioni - 1.606 accademie e presentazioni - 7.293 raduni spirituali - 18.892 sedute dei dirigenti - 46.256 conferenze - 8.2611 raduni - Anche nel 1943, in occasione del quindicesimo anniversario della morte di Ivan, l'intero anno scolastico 1942 - 1943 è stato di nuovo proclamato "Anno di Ivan Merz" per continuare ad approfondire la sua eredità spirituale.[35] Quel che Merz significava per il ramo maschile dei Križari lo significava anche per il ramo femminile, e la sua presidentessa Marica Stanković, nel suo libro "La giovinezza della serenità", in cui descrive la storia e l'attività del ramo femminile dell'Orlovstvo e poi del Križarstvo ce ne lasciò un prezioso documento. Difatti tutto il libro è pieno di Merz e M. Stanković continuamente mette in rilievo il suo decisivo influsso spirituale ed ideologico su tutta l'organizzazione, sia durante la sua vita come anche dopo la sua morte.[36] Concludiamo questa breve presentazione dell'influsso di Merz sul "Križarstvo", di cui si potrebbero citare ancora molte altre testimonianze e dichiarazioni, con le parole del dott. Slavko Šarić che nel 1938 sostituì il dott. Protulipac nella presidenza del VKB - ramo maschile del "Križarstvo". Egli riassume in modo molto chiaro il rapporto tra Ivan Merz e "Križarstvo":
Notiamo infine che vari vescovi in parecchie occasioni ricordavano Merz e lo proponevano alla gioventù come vero esempio e ideale da seguire.[38]
B. Dopo la II Guerra Mondiale
Nel 1945, con l’arrivo del regime comunista tutte le organizzazioni cattoliche, compresa anche la stampa cattolica, vengono soppresse dal governo. Nonostante che in pubblico non si potesse far niente per mantenere il ricordo di Ivan Merz, la sua memoria viveva nei cuori di molti. Appena fu possibile si cominciò a celebrare gli anniversari della sua morte e ad organizzare altre iniziative per mantenere il suo ricordo e la sua venerazione. Possiamo individuare a diversi livelli la presenza e l'influsso di Ivan Merz nel tempo dopo la seconda guerra mondiale. 1. La fondazione dell'istituto secolare delle Collaboratrici di Cristo Re. - 2. L'apertura del processo per la beatificazione di Ivan Merz. - 3. La stampa e varie commemorazioni. - 4. L'influsso sui giovani. - 5. Grazie ottenute per sua intercessione.
1. Fondazione dell'Istituto Secolare femminile. Ancora nel 1938 a Banja Luka, città natale di Ivan, sotto la guida di M. Stanković furono posti i primi fondamenti dell'istituto. Le "križarice" (le crociate) più zelanti si unirono nella Comunità di Cristo Re", volendo realizzare così l'idea di Merz sull'istituto secolare. Marica Stanković scrive così a proposito della fondazione della Comunità: "La Comunità di Cristo Re" è il capolavoro di Merz, il suo piano di vita. Egli ne è il fondatore e il protettore".[39] Nel 1953 la "Comunità delle Collaboratrici di Cristo Re" è giuridicamente approvata da parte della Chiesa. Oggi conta circa cento membri che, nelle varie professioni laicali, con i voti evangelici seguono l'esempio di Ivan Merz, testimoniando Cristo nel mondo e lavorando per il suo Regno.[40] Nel Commentario delle Regole, scritto verso il 1955, M. Stanković dedica tutto il terzo capitolo a Ivan Merz, dove ancora una volta afferma come Ivan Merz ha influito sull'orientamento della sua vita e come la preparava per la fondazione dell'Istituto. Lo considera come il fondatore perché Merz è colui che ha gettato il seme da cui è cresciuto l'Istituto.[41]
2. Apertura del processo per la beatificazione. Nel 1958 il Cardinale Franjo Šeper, arcivescovo di Zagreb, inizia il processo informativo per la beatificazione di Ivan Merz. Il processo al livello diocesano è terminato nel 1986.[42]
3. Memorie pubbliche. Dagli ultimi 15 anni, si celebra ogni anno a Zagreb, con speciale solennità, una santa messa commemorativa in occasione dell'anniversario della morte di Merz, il 10 maggio. Inoltre sono state già pubblicate due biografie;[43] e nel 1973 la Postulazione inizia la rivista periodica "Ivan Merz - Portavoce della Postulazione". Altre riviste pubblicano articoli su Merz, soprattutto negli anniversari delle sue date più importanti.[44] Nel 1975 rev. Marin Škarica difende la sua tesi di laurea al Pontificio Istituto Anselmiano di Roma, tesi che tratta del ruolo di Merz nel movimento liturgico in Croazia.
4. Giovani e stranieri. Merz ha grande influsso su molti che non l'hanno conosciuto. Il Portavoce della Postulazione pubblica le loro testimonianze: si tratta soprattutto di giovani.[45] Inoltre si organizzano varie iniziative per i giovani, tutte connesse con il ricordo di Merz. Così, per l'Anno Santo 1975, un gruppo di catechisti di Zagabria guidati dal postulatore della causa di Ivan Merz accompagna a Roma 300 giovani per partecipare al Pellegrinaggio Internazionale spinti dall'esempio di Merz, che 50 anni prima aveva fatto la stessa cosa con i giovani Orlovi.[46] Incontri internazionali di giovani, che s’ispirano alle idee di Ivan Merz, continuano.[47] Per l'occasione è doveroso riportare le significative affermazioni del prof. Tommaso Federici, moderatore della tesi di laurea del rev. M. Škarica. Egli, come straniero, che per la prima volta s’incontrava con Merz cosi si esprime nell'articolo "La scoperta di Ivan Merz":
In occasione dell'ottantesimo anniversario della nascita di Merz, il 16 dicembre 1976, lo stesso professore T. Federici pubblica un ampio articolo su Merz nell'Osservatore Romano" e termina con le parole:
5. Grazie ottenute per sua intercessione. Bisogna anche mettere in rilievo il fatto del continuo influsso di Merz sul piano soprannaturale. Cioè, molti fedeli si rivolgono a lui nelle loro necessità con la preghiera. Il loro ringraziamenti si pubblicano nel Portavoce della Postulazione già dal primo numero. E possibile ammirare inoltre alcuni ex-voto sulla sua tomba nella Basilica del Sacro Cuore a Zagabria. C. Programma di vita e di azione
Concludendo questo capitolo sull'influsso di Merz, elenchiamo ancora qualche dichiarazione autorevole e significativa che, in modo riassuntivo, vuol esprimere quanto egli ha significato per la Chiesa in Croazia. Ante Dubić nel quindicesimo anniversario della sua morte, così scrive:
Sulla verità di queste parole abbiamo un'altra testimonianza molto significativa:
I sentimenti di riconoscenza e di gratitudine che la professoressa Đurđica Vitković in modo molto poetico esprime nella prefazione del libro "Ivan Merz, uomo di Dio della Croazia", raccolta di saggi di vari autori in occasione del decimo anniversario della morte di Ivan, sono l'espressione autentica di tutto quello che sentiva la gioventù croata e, insieme ad essa, molte persone fedeli a Ivan. Prof. Vitković in questo inno di gratitudine raggruppa i suoi pensieri intorno a tre idee principali: grande maestro, buon amico e casto fratello. Riportiamo qui soltanto alcuni pensieri i più significativi:
[1] LOBORSKI B., Svetac Božji, in ND 29(194-2)1
[2] L. cit
[3] Cf VRBANEK, Vitez,215
[4] Cf D 20-1-1921; anche D 4-8-1918
[5] Cf KNIEWALD, Život, 127-133 [6] STANKOVIĆ M., Iz povijesti Ustanove, manoscritto
[7] Cf l. cit.
[8] Cf l. cit.
[9] Vedi P. II., cap 6, B 1 [10] ŽANKO D., O Božjem čovjeku, in ND 21(1929)4 [11] Cf ĆEPULIĆ D., Dr Ivan Merz, in VMK 1(1928)9-11; anche Id., Duša dra Ivana Merza, in OM 8(1928-29)101-102
[12] ŽANKO D., op. cit.
[13] CRNKOVAČKI Pero, Brat Vitez, in Luč 9-10(1928)276 [14] A.M., Svećenik u civilu, in ND 16(1943)4
[15] L. cit.
[16] L. cit.
[17] NAGY, Borac, 256 [18] Cf D.A.B., Anđeo tješitelj, in OM 8(1928-1929)106
[19] Cf NAGY, Borac, l96 [20] RADIĆ A., Dr Ivan Merz, in NS 18(1928)1
[21] Cf VRBANEK, Vitez,152-153
[22] Pok. dr Ivan Merz, in OV 5(1928)1
[23] Glavna skupština HOSa, in OS 1(1929)15 [24] ĆEPULIĆ D., Proslava obljetnice smrti I. Merza, in ND 20(1929)5 [25] KNIEWALD, Život, 258 ; Cf anche Nedjelja 19(1930)1; la bibliografia degli articoli su Ivan Merz riporta D. Kniewald nella sua biografia del 1932. Ci sono 129 articoli e saggi comprendenti il periodo dal 1928 al 1931. [26] Cf VRBANEK,Vitez,158; anche STANKOVIĆ, Mladost vedrine 55-56
[27] Cf KNIEWALD, Život,168
[28] L. cit.
[29] Cf MERZ, Križari novog vijeka, in OS 5(1928)130 [30] Dr G., Križarska organizacija u novoj godini 1933, in ND 5(1933)1-2
[31] Cf MKC I., Putevi i ciljevi, in ND 24(1933)2-4
[32] Cf Nedjelja 22(1937)5 [33] Cf PROTULIPAC I., Prorok Božji, in ND 21(1938)2 [34] Cf Merzova baština, in ND 20(1938)3; queste cifre contengono anche le statistiche dell'HOS dal 1923 fino alla sua abolizione e poi continuano nei Križari fino al 1937. Inoltre si riferiscono soltanto al ramo maschile mentre esistevano analoghe cifre anche per il ramo femminile.
[35] Cf Navještaj Merčeve godine, in ZVD 7(1942)3 [36] Cf STANKOVIĆ M., Mladost vedrine, 35, 36, 37, 39, 48, 49, 66-78, 82, 99, 102, 106, 108, 126-128, 149, 152, 155, 300, 302-303 [37] ŠARIĆ S. O devetoj godišnjici smrti dra Ivana Merza, in ND 19(1937)2 [38] Cf KNIEWALD, Život, 257-258; ŠARIĆ I. E., arcivesc., Poruka križarima, in ND 22(1932)1; STANKOVIĆ M., Mladost vedrine, 317-324,325
[39] STANKOVIĆ M., Apostolat u svijetu, in ZVD 8-9(1943)2
[40] Cf NAGY, Borac,314
[41] Cf STANKOVIĆ M., Komentar pravila,58-46.
[42] Biskupijski postupak za beatifikaciju, in GP 1(1974)34 [43] Le biografie sono: NAGY B., Borac s bijelih planina (Zagreb 1971); Id., Prijatelj mladih(Zagreb 1974) [44] L'ottantesimo anniversario della nascita di Ivan Merz, 16 dicembre 1976 hanno comemorato le seguente riviste e giornali in Croazia: Glas Koncila, Glasnik Srca Isusova i Marijina, Crkva u svijetu, Salezijanski vjesnik, Vjesnik Djakovačke biskupije, Marulić. Lo fece anche L'Osservatore Romano. [45] Cf la rubrica "Mladi današnjice o Ivanu Merzu" in tutti i numeri del Portavoce della Postulazione finora pubblicati.
[46] Cf Ivan Merz i Sveta Godina, in GP 1-2(1975)1-28 [47] Cf Mladež iz evropskih zemalja u M. Bistrici, - in GP 1-2(1976)4-8
[48] FEDERICI T., Otkriće Ivana Merza, in GP 1-2(1975)30-31 [49] Id., Ivan Merz e l'Azione Cattolica croata, in L'Osserv.Romano, 293(1976)5
[50] DUBIĆ A., Dr Ivan Merz, in ND 16(1944)1
[51] AR, Uzor, in ND 10(1943)13 [52] VITKOVIĆ Đ., Prefazione "U dubokoj zahvalnosti" in Božji čovjek Hrvatske (Zagreb 1958) s.n.
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