Capitolo Terzo

 

OBIETTIVI NELL'EDUCAZIONE DELLA FEDE

 

 

Premessa

 

L'attività apostolica di Merz non si svolgeva nel modo incontrollato, senza un piano. Egli aveva ben chiaro lo scopo verso cui indirizzava tutto il suo lavoro. Già dalla divisa che Ivan nella stessa fondazione diede all'HOS si vede il suo programma condensato nelle tre semplici, ma si­gnificative parole: Sacrificio – Eucaristia - Apostolato. P. Vrbanek nella sua biografia ci narra di quel momento in cui Ivan propose questa divisa in una delle prime sedute dell'HOS, delle reazioni dei presenti e infine dell'accettazione di questa divisa, che a certi in un primo momento sem­brava troppo pia.[1] Molti anni dopo Marica Stanković scriverà a proposito di questa, divisa che era adottata anche dalla gioventù del "Križarstvo", succeduto all'HOS dopo la sua abolizione nel 1929:

"Sacrificio – Eucaristia - Apostolato! La nostra divisa! Questo è il nostro titolo di nobiltà! La carta, della nostra, libertà! La nostra de­corazione. L'eredità di un santo. Perché Merz ha scelto questa divisa. Tre semplici parole Tre piccole parole... Sono capaci di riempire tutta una vita! E hanno riempito non una, ma migliaia di giovani vite nella Croazia".[2]

 

Da molti altri luoghi dove Ivan parla degli scopi del suo apostolato si possono individuare un obiettivo fi­nale e tre obiettivi particolari verso cui tende la sua attività educativa, e che cercheremo di presentare in seguito.

 

 

A. Obiettivo finale: Valori soprannaturali ed escatologici

 

In parecchie occasioni Ivan esprime la sua profonda convinzione sullo scopo soprannaturale dell'"Orlovstvo" e con i suoi svariati interventi cercherà di mantenerlo sem­pre presente nell'organizzazione. Cosi nei suoi esercizi spirituali, meditando sul peccato e la sua malizia nota:

"Anche l'organizzazione aquilina ha il compito di sterminare il peccato. Se non si ottiene che i membri, siano senza peccato mortale, tutta l'organizzazione non ha senso, perché a che scopo può l'uomo acquistare tutto il mondo se perde il fine per cui è creato?".[3]

 

Nella lettera ad un sacerdote Ivan mostra come l'organizzazione aquilina dispone dei migliori mezzi per rea­lizzare il fine d’ogni organizzazione cattolica, cioè "di unire sulla terra il maggior numero possibile d’uomini con Gesú Eucaristico, affinché nel maggior numero possibi­le possano risorgere ed essere con Lui inseparabilmente uniti nei secoli dei secoli".[4] In senso analogo Ivan si esprime nella lettera ad un altro sacerdote francescano operatore nell'"Orlovstvo":

"Sono convinto che all'Orlovstovo' è garan­tito, sicuro e grande successo fra il nostro popolo, se anche in seguito si farà vera e più grande attenzione ai valori spirituali e soprannaturali nell'educazione dei membri e nel lavoro pubblico. Se questo non si farà, meglio sarebbe allora che si dissolva".[5]

 

In altro luogo così si esprime: "L’'Orlovstvo' ha sollevato in alto il vessillo della soprannaturalità, per­ciò si può dire che è un movimento teologico, perché dai suoi membri vuol fare gli apostoli della santità".[6]

 

B. Obiettivi particolari

 

1. Unione con la Chiesa. Strettamente unito ai valori soprannaturali verso cui Ivan ha avviato l'HOS è l'o­rientamento ecclesiale su cui Ivan insiste in ogni occasione. Ci sono proprio numerosissimi luoghi sia nei suoi scritti, sia nelle sue lettere come anche in molti suoi interventi, dove Ivan decisamente lotta per la stretta connessione dell'HOS con la Chiesa e con la sua gerarchia. Questa sua lotta è di tanto maggiore importanza, in quanto da parte del Seniorato si agiva proprio nel senso contrario, cioè di sottomettere l'HOS interamente sotto il proprio influs­so. A costo di molte difficoltà e molti sacrifici Ivan è riuscito a mantenere questa orientazione ecclesiale nell' HOS che si è prolungata in forza del suo influsso anche nelle generazioni successive.

Benché abbiamo parlato già abbastanza del "sentire cum Ecclesia" presso Merz, qui ci soffermeremo brevemente su quei testi dove chiaramente appare l'avviamento verso la Chiesa, come lui lo realizzò nell'HOS.

Come abbiamo già visto[7] il suo primo grande pas­so in questo senso era la redazione del "Zlatna knjiga" (Libro d'oro), il vademecum della gioventù dell'HOS. Nonostante che molti passi che parlano dell'orientazione ecclesiale dell'HOS, come Ivan li redasse, venissero eliminati dal Seniorato, tuttavia, ne sono rimasti altri che, in modo at­tenuato però abbastanza chiaro, rivelano questa nuova direzione ecclesiale dell'HOS.[8]

Le idee ecclesiali che Ivan diffondeva per iscritto nel suo lavoro concreto, fedelmente le eseguiva. Così, ve­nendo all'isola di Hvar (Lesine), dove doveva fondare il ramo locale dell'HOS, procedeva nel modo seguente come egli stesso de­scrive :

"È molto facile fondare l'associazione aqui­lina, però bisogna, prima nell'ambiente che manterrà l'associazione introdurre il senso dell'apostolato ecclesiale e dello spirito dell'Azione Cattolica. Io ho provato questo nel modo di vivere più intensivamente la vi­ta spirituale;  perché ho notato che per que­sti uomini è un piccolo miracolo vedere un laico accostarsi ogni giorno alla S. Comunio­ne e parlare di tutto soltanto positivamente nello Spirito della Chiesa".[9]

Queste parole Ivan disse al suo amico D. Žanko il quale poi nota che Ivan riuscì con questo metodo a "prendere d'assal­to" l'isola per l'HOS.[10]

Molte sue lettere private riflettono questo spirito ecclesiale che introdusse nell'HOS. Quando il Seniorato fondò una organizzazione giovanile parallela per indebolire l'HOS, Ivan scrisse a M. Stanković calmando la sua preoccupazione:

"Per l'Orlovstvo, non dobbiamo temere la lo­ro concorrenza sino a che manterremo in tut­ti i problemi le pure posizioni della Chiesa, desiderando di prevenire anche agli stessi desideri della Chiesa. Se diventiamo cedevo­li, la nostra organizzazione si distoglie dal fine per cui è creata e allora inevitabilmente arriva la decadenza e fallimento. Speria­mo nel Signore che questo non accadrà".[11]

 

Dopo l'Assemblea generale dell'HOS nel 1927, che aiutata dai vescovi felicemente superò la crisi in cui l'a­veva portato il Seniorato, Ivan scrive al Presidente dell' HOS, I. Protulipac:

"Bisogna subito ringraziare per lettera il nunzio e avvisarlo sugli avvenimenti più ri­levanti, sulle difficoltà ecc. In modo spe­ciale bisogna sottolineare che anche in futuro vogliamo nella nostra organizzazione at­tuare lo spirito ecclesiale rigoroso, come le chiede la Santa Sede... Perciò anche d'ora in avanti noi difenderemo l'autorità e l'u­nità dell'Episcopato".[12]

 

Molte lettere che Ivan indirizza alle autorità ecclesiastiche sono piene delle espressioni di fiducia e fi­liale ubbidienza che provano il suo indirizzo ecclesiale. Cosi nella lettera indirizzata alla Conferenza episco­pale croata a nome dell'HOS Ivan scrive:

"Abbiamo sperimentato che la completa dipen­denza della nostra organizzazione dalla gerarchia consacrata, che noi aiutiamo con il nostro apostolato sociale, per noi è diventa­ta la sorgente dell'ineffabile benedizione di Dio. Per il fatto che siamo direttamente dipendenti unicamente dai nostri superiori spirituali, siamo diventati partecipi di quei frutti soprannaturali che il Salvatore dona agli eredi degli Apostoli".[13]

 

Nella lettera all'arcivescovo di Zagabria, Antun Bauer in cui a nome dell'HOS ringrazia per il suo intervento  in favore dell'HOS durante l'Assemblea della Conferenza Episcopale, Ivan scrive:

"In questa occasione di nuovo Le esprimiamo la nostra piena fedeltà e ubbidienza, e pro­mettiamo che anche in avanti con la grazia di Dio lotteremo per la vittoria dei princi­pi della Chiesa come li insegna continuamen­te la Santa Sede e come li applicano i vescovi singoli nelle loro diocesi. Noi crediamo fermamente che al di fuori della. Santa Chie­sa non c'è salvezza né per i singoli né per la società umana e quanto più saremo colle­gati con la gerarchia consacrata tanto più strettamente saremo collegati con il nostro Gesú... Siate convinti che nonostante molti nostri errori desideriamo unicamente di ser­vire Gesú e la sua immacolata Sposa, la san­ta Chiesa Romana".[14]

 

Tale atteggiamento di fedeltà e lealtà alla Chiesa, e alla sua gerarchia insieme con le opere realizzate di autentica vita cristiana, meritò all'HOS, per merito dello stesso Ivan, molte approvazioni, incoraggiamenti, lodi che i vescovi e perfino lo stesso Santo Padre hanno indirizza­to all'HOS in varie occasioni. Ivan fece la raccolta di tutti questi documenti della Chiesa riguardanti l'HOS sotto il nome "Il codice dell' 'Orlovstvo' croato"  in vista della pubblicazione.[15] Notiamo soltanto che fra tante approvazioni da parte della gerarchia, l'HOS viene premiato dalla Santa Sede nel 1926 con il diploma al merito e con la cro­ce d'oro di seconda classe.[16]

 

2.  Maturità umana e cristiana.  L'Orlovstvo come tale, si era già presentato come un movimento educativo con speciale accento sull'educazione fisica dei giovani. "Zlatna  knjiga", il cui originale esisteva già in sloveno, deli­neava abbastanza chiaramente i principi educativi e le norme per la formazione del carattere del giovane. Cosi Ivan con i suoi interventi non comincia dal nulla, ma ha già un terreno preparato. Senza diminuire l'aspetto dell'educazione fisica Ivan mette un forte accento sull'educazione religiosa e culturale dei membri avviando tutta l'attività del l' "Orlovstvo" croato sulla linea dell'Azione Cattolica, ver­so l'apostolato puro. Qui proprio consiste il suo grande merito rispetto all' "Orlovstvo" in Slovenia che non possede­va queste caratteristiche, per di più era molto politicizzato.

Due sono gli articoli da lui pubblicati, in cui Ivan riassume le sue idee educative. L'uno "Ai genitori cattolici" diretto ai genitori in occasione della celebrazione della Giornata della gioventù cattolica.[17] In esso brevemente espone tutti i vantaggi dell'educazione che l'HOS offre ai giovani; la base su cui essa si fonda è sempre la dottrina di Cristo che sola è capace di rigenerare il singolo e la nazione. Nell'altro articolo, che difatti è una lettera ad un sacerdote pubblicata dopo la sua morte,[18] Ivan ampiamente espone i principi dell'educazione che l'HOS segue, e risponde a tutte le obiezioni che gli avver­sari facevano a proposito della sua educazione. In ogni mo­do Ivan vuol portare il giovane alla maturità cristiana, fargli assimilare tutti gli atteggiamenti che la Chiesa chiede non da un cristiano ordinario, ma da un apostolo che de­ve incarnare molte virtù cristiane. Perciò si capisce che Ivan dedicò molte pagine dei suoi scritti ai problemi morali con cui s'incontravano i cristiani del suo tempo, in specie la gioventù, come s’indicherà in seguito. Il suo scopo è sempre che tali giovani cristiani, arrivati alla maturi­tà di fede diventino anche apostoli. Questo è la sua meta verso cui portava l'intero HOS, come spiegheremo in modo più ampio in seguito. Scrive Ivan:

" 'Orlovstvo' nella sua natura è una organizzazione combattiva; essa non conosce compromesso nei problemi che minacciano la vita immortale e divina delle nostre anime. 'Orlovstvo' perciò ha annunciato la guer­ra a questo mondo e ai suoi peccati".[19]

In altro luogo Ivan scrive:

"'Orlovstvo' ha lo scopo di educare i fedeli a sentire con la Chiesa e a far li diventare gli apo­stoli dell'Azione Cattolica... Siccome 'Or­lovstvo' vuole anche creare i sani costumi, cristiani e morali, perciò l'aquila deve rinunciare a tutte quelle cose pericolose che la Chiesa in certe circostanze per necessità permette ai fedeli".[20]

In seguito Ivan espone in 17 punti i principi morali del comportamento dei membri dell'HOS, tutto secondo le diret­tive della Chiesa e del vescovo del luogo. Risulta dall'a­nalisi sia di questi principi, come anche degli altri, che Ivan esigeva dai giovani membri un alto ideale morale ver­so cui dovevano tendere. Quest’egli conferma anche espressamente: "Dalla gioventù chiedete molto, perché i giovani possono molto sacrificare; e quanto più da loro chiedete tanto più realizzeranno".[21]

3.  L'impegno apostolico.  La meta ultima terrena di tutti gli sforzi di Ivan nel lavoro nell'HOS era di render­lo un'organizzazione apostolica, secondo i principi dell'A­zione Cattolica. Era proprio instancabile in questi suoi impegni. Qui non possiamo citare tutti quei testi dove Ivan con parole molto insistenti mette in rilievo questo scopo apostolico dell'HOS. Portiamo soltanto i principali. Nel testo che segue in modo molto chiaro e sintetico Ivan rias­sume le sue idee sull'apostolato dell'HOS:

"L'apostolato cattolico sociale è il fine che Orlovstvo vuole realizzare, l'apostolato dell'Orlovstvo si estende su tutti i settori della vita privata e pubblica; esso vuole che Cristo regni nelle anime degli uomini singo­li, che regni nelle nostre famiglie, che re­gni in tutta la vita sociale in tutti i suoi particolari. Si, in tutti i suoi particolari! Questo bisogna specialmente accentuare. Non è sufficiente che siamo cattolici soltanto quando preghiamo Iddio o quando ci troviamo nei locali dell'associazione, ma ogni singo­lo atto della nostra vita, anche quello più piccolo, deve avere su di sé il timbro dell'apostolato.

All'Orlovstvo spetta un grande e difficile lavoro. Esso deve delineare la vita su cui i principi cattolici si applicheranno a tutti i diversi particolari della nostra vita popolare. Il compito dell'Orlovstvo croato è di mettere tutti i particolari del­la nostra vita popolare al servizio del Regno di Cristo, cioè di quello per cui il mondo è creato e per cui anche noi viviamo".[22]

Per Ivan però questo nobile fine è impensabile senza la Chiesa e senza le direttive che la sua gerarchia dà a coloro che vogliono collaborare nella sua missione. Perciò egli dirà:

"Nel lavoro il primo criterio deve essere la salvezza delle anime e il bene della Santa Chiesa, e questo in tal modo come questo be­ne lo considera la Santa Sede. Questo riferimento alla Santa Sede e al vescovo competen­te deve in queste lavoro essere il bene principale perché si tratta di acquistare per Cristo il maggior numero possibile di anime".[23]

 

Nell'articolo "L'autorità della Chiesa" Ivan sa­rà ancora più esplicito quando dirà:

"... Tutto il nostro lavoro, privato e pub­blico, tutto il Movimento Cattolico e tutta l'Azione Cattolica deve conoscere soltanto una norma, e quella norma è: le direttive del Vicario di Cristo; perché quel che egli ordina, lo ordina Cristo per mezzo di lui, e que­sto ha la garanzia della benedizione".[24]

La stessa convinzione Ivan esprimerà in altra occasione, nella conferenza sul lavoro culturale delle Orlice:

"Senza i grandi principi che ci dà la Chiesa non è assolutamente possibile impostare l'or­dinamento sociale su fondamenti solidi; sen­za questi grandi principi che ci danno continuamente la Santa Sede e nostri vescovi locali non è possibile il rinnovamento della so­cietà umana. Perciò, se vogliamo veramente cooperare alla salvezza della società contem­poranea dobbiamo rivolgere i nostri occhi... unicamente verso l'infallibile maestro della Verità e Morale, verso il Santo Padre il Pa­pa e verso coloro a cui lo Spirito Santo ha affidato il mandato di governare la Chiesa di Dio".[25]

 

* * * * *

 

L'obiettivo finale Ivan lo esprime in vari modi che contengono sempre quell'ultimo fine a cui l'uomo deve arrivare: Regno di Dio, comunione con Dio, addurre le anime a Gesú, salvezza eterna delle anime ecc. Per arrivare a questo fine ultimo, come necessaria Ivan considera la media­zione della Chiesa. Soltanto per mezzo di tutto quello che essa offre è possibile arrivare alla maturità umana e religiosa, che è anche garanzia di arrivare alla pienezza esca­tologica. Una speciale espressione di questa maturità che Ivan nel modo speciale propone come un particolare obiettivo del suo impegno educativo è l'apostolato verso cui in­dirizzava tutti coloro con cui lavorava.

Questi quattro obiettivi, quello finale e quei tre particolari sono sempre in stretta interdipendenza tra di loro e formano con i contenuti una unità organica, ben strutturata, che da all'impegno apostolico di Merz quella sal­dezza e architettonica da diventare il modello dell'apostolo per migliaia di giovani, membri dell'HOS e dopo dell’organizzazione dei  “Križari” (Crociati).


[1] Cf VRBANEK, Vitez, 104

[2] STANKOVIĆ M., Mladost vedrine,89

[3] NAGY, Borac, 248

[4] MERZ, Let-Sacerdote anonimo 26-4-1926, F 24/1

[5] Id., Let-Pandzić 11-4-1928, F 52/33

[6] Id., Franjevački duh, F 39/14; anche Id., Merz o sv.Franji, in GP 1-2(1976)9

 

[7] Vedi P II., cap 1, C 2. a)

[8] Cf Zlatna knjiga 46-47

[9] ŽANKO, O Božjem čovjeku, in ND 21(1929)4

[10] Cf  l. cit.

[11] MERZ, Iz značajnih pisama, in ZV 5(1938)298

[12] Id., Let-Protulipac 7, 19-8-1927, FC

[13] ŽANKO D., Svjetlo na gori, in OS 6(1928)165

[14] MERZ, Let-Bauer (arcivescovo), s.d., F 14/1

[15] Id., ed., Kodeks Hrvatskog Orlovstva, F 22

[16] Cf Odlikovanje HOS-a, in OS 6(1926)3

[17] Cf MERZ, Katoličkim roditeljima, in ND 18(1925)1-2

[18] Cf id., Iz suvremene duhovne pastve, in FVJ 6(1928) 161-167

[19] Id., Naš ovogodišnji prosv.rad, F 36

[20] Id., Smjernice za HOS, F 28/6

[21] BLAŠKOVIĆ M., Sjećanja iz 1930, FMK

[22] MERZ, Narodno kolo, F 30/1

[23] Id., Let-Pandzić 10-6-1927, F 2/52

[24]  Id.,Vlast Crkve, in VB 4-5(1927)78

[25] Id., Naš ovogodišnji prosvj. rad, F 36