PONTIFICIA UNIVERSITA URBANIANA
Tesi di Laurea
Facolta di Filosofia
Martedi 15 maggio 2007 alle ore 15.30
Sala Newman
LA PRESENTAZIONE DELLA TESI DOTTORALE
DI STJEPAN RIBIÆ
che ha esposto durante la difesa pubblica della sua tesi dal titolo:
FEDE E RAGIONE
NELLA VITA E NEL PENSIERO DI IVAN MERZ
Commissione: Proff. Onah Godfrey Igwebuike, Nagy Božidar, Ndreca Adrian
I. Motivi della scelta del tema
Ho deciso di scrivere su Ivan Merz per la prossimita culturale e storica che ci unisce. Merz e un giovane che, vivendo le specificita del suo contesto storico e sociale, ha cercato di costruire un dialogo tra la propria fede e il pensiero filosofico sviluppato durante la sua formazione. La sua ricerca della verita, del senso della vita, dello spirituale in relazione all’uomo nella sua vocazione e a Dio, avvalendosi degli elementi appartenenti alla religione, alla filosofia e alla stessa esperienza di vita, offre secondo me un particolare contributo al rapporto fede-ragione. La beatificazione stessa di Ivan Merz, voluta dal Papa Giovanni Paolo II, conferma l’attuale interesse per la sua figura.
II. L’originalita del lavoro
L’originalita di questo lavoro consiste proprio nella tematica che nessuno finora aveva elaborato: il pensiero di Merz dal punto di vista della filosofia, con riflessioni che lo mettano in relazione con il mondo del pensiero a lui contemporaneo e con le difficolta e le problematiche che la modernita ha presentato all’uomo dell’inizio del XX secolo, da un punto di vista sia esistenziale sia spirituale. Il presente lavoro vuole contribuire alla continuazione del dialogo tra fede e ragione, nella loro unicita, specificita e complementarieta favorendo ulteriormente un avvicinamento alla filosofia cristiana.
III. Fonti
Innanzitutto ho studiato il materiale che lo stesso Merz ha lasciato in soli trentadue anni di vita: si contano piu di quattromila pagine tra i diversi elaborati e appunti scritti. Il documento principale e costituito dal suo diario nel quale riporta tutti i tipi di riflessioni personali. A questo si aggiungono i suoi circa centoottanta articoli e saggi, pubblicati in una ventina di giornali e riviste ed altri lavori rimasti manoscritti. Oltre a cio, ho preso in considerazione le pubblicazioni scritte in italiano e altre lingue europee, a volte piu biografiche, talvolta a carattere tematico, redatte sia dai contemporanei di Merz sia dai posteri. Fino a questo momento esistono tre tesi di dottorato che approfondiscono sotto i diversi punti di vista la figura di Ivan Merz, nessuna delle quali da un punto di vista filosofico. Un’ulteriore fonte, importante per lo svolgimento del mio lavoro, e offerta dalla posizione di Mons. Fabijan Veraja, dalla quale ho tratto quasi tutte le citazioni del diario tradotte in italiano. Un aiuto prezioso mi e stato dato dall'esistenza dell’archivio di Merz , che contiene numerosi documenti del suo tempo.
IV. Il metodo di lavoro
Da un punto di vista del metodo di lavoro, vorrei chiarire i diversi passaggi:
inizialmente mi sono dedicato ad uno studio dettagliato del pensiero di
Merz attraverso la lettura del suo diario, fonte per eccellenza per comprendere
meglio il suo modo di pensare e conoscere senza mediazioni le sue riflessioni.
Quindi, ho effettuato una suddivisione delle tematiche ritenute piu importanti
dallo stesso Merz; le ho poi sviluppate da un punto di vista contenutistico
avvalendomi di altri suoi articoli e saggi. Per una lettura piu completa
del suo pensiero ho utilizzato anche i lavori (biografie, commenti, tesi
di laurea) di coloro che si sono interessati a lui. Infine, dopo aver delineato
una sequenza ai temi da presentare, che hanno definito la struttura in capitoli
e sottocapitoli della mia tesi, ho voluto arricchire il pensiero di Merz,
tramite alcune riflessioni comparative con il pensiero di altri filosofi.
V. La struttura del lavoro
Ho suddiviso la tesi in tre capitoli. Il primo, ‘Prospetto biografico di Merz’, vuol soddisfare un’esigenza di tipo storico-biografico: dove ho voluto presentare dapprima i momenti ritenuti di maggior importanza nella vita di Merz per aver influito sulla sua formazione, poi gli aspetti dell’ambiente socio-culturale e storico della Bosnia ed Erzegovina. L’approfondimento di alcuni aspetti della sua famiglia, della sua educazione e della sua carriera professionale, ha permesso di strutturare una base alla quale rapportare le diverse riflessioni del suo percorso speculativo. Nella seconda parte del capitolo, ho cominciato a presentare quegli aspetti di contenuto che hanno influenzato Merz sia nelle scelte esistenziali sia sulla sua maturazione di intellettuale, soprattutto il suo rapporto privilegiato con la letteratura, tramite la quale Merz ha cercato le verita filosofiche. Merz ritiene che “uno scrittore deve sempre rispettare la verita e la morale se vuole creare un’opera d’arte” . Secondo lui, anche i letterati sono responsabili nel guidare l’uomo alla metafisica . Le loro opere diventano l’immagine riflessa della bellezza e della natura, dunque di valori superiori. Merz, nell'eta giovanile, e impressionato soprattutto dalla figura del Faust, di Goethe, che gli manifesta il potere e la forza del pensiero; ritenendo il dubbio stesso la strada verso la verita. Lo stesso Merz comincia a dubitare su tutto . Queste sue riflessioni accompagnano il pensiero del contemporaneo John Dewey, secondo il quale il dubbio non scompare mai, perché la ricerca in se pone costantemente nuovi interrogativi . Dunque, in un certo senso, non si puo arrivare ad una definizione che sia conclusiva, perché il dubbio ha sempre ragione di esistere. Merz riesce a superare la posizione deweyana introducendo l’elemento fede nelle sue considerazioni, affermando la certezza di un Dio creatore . Il primo capitolo prosegue anticipando in forma introduttiva il rapporto che Merz ha avuto specificatamente con la filosofia ed il significato che le attribuiva. Afferma:
Con l’aiuto della filosofia conosciamo le cose per quanto ci e possibile conoscere con l’uso della ragione, e ne conosciamo le cause piu profonde. La materia della filosofia e enormemente vasta. Tutto quello che ci circonda, la natura stessa e materia di studio per la filosofia. Se vogliamo comprenderla, e cerchiamo le spiegazioni per tutte le apparenze della natura, e necessario conoscere la filosofia .
Merz intitola uno dei suoi numerosi articoli Philosophia perennis , nel quale afferma:
Chiamiamo la Filosofia di Aristotele e san Tommaso con il nome di philosophia perennis. Questa e la filosofia della ragione sana, che immutabile, si e fatta strada durante secoli. Nulla la puo distruggere o la puo far tremare, nemmeno una corrente di pensiero o un cambiamento sociale. Questa filosofia e immutabile come e immutabile lo stesso intelletto umano .
Merz crede che la filosofia non sia un aspetto astratto ed esterno alla
vita, ma uno strumento reale che rende l’uomo capace di relazionarsi alle
problematiche della vita, aiutandolo a viverle, cioe a superarle, per il
proprio bene. Merz ha valorizzato cosi tanto il ruolo della filosofia nella
vita dell’uomo che si e permesso di definire cieco “l’uomo che non sa la
filosofia” . In questa prima parte della tesi troviamo anche le citazioni
che riportano chiaramente cosa Merz pensasse del ruolo della ragione e della
fede e della loro relazione: egli e consapevole di un loro dialogo e le
vede in un rapporto di sostegno reciproco. Dichiara che: “la fede e la ragione
sono due buone compagne, che vanno d’accordo e si aiutano… solo la ragione
senza la fede si smarrisce; e la fede per la ragione e una potente aiutante”
. Questa citazione e per me molto importante perche diventa in un certo
senso una definizione concisa del contenuto del mio lavoro. Merz non solo
mette in rapporto fede e ragione, ma vede in questo rapporto una complementarieta,
fede e ragione agiscono in sinergia. Al termine del primo capitolo ho voluto
rilevare il rapporto personale di Merz con Dio, che ho poi approfondito
con riflessioni piu filosofiche alla fine del terzo capitolo.
Il secondo capitolo, ‘La ricerca della verita e del senso della vita’, affronta
diverse questioni che ho cercato di affrontare in modo separato. Merz vuole
conoscere la verita e sa che per riuscirci non puo chiudersi solo in se
stesso, ma e necessario osservare, e osservare consiste nel mettere in relazione,
s’innesca cosi un processo di comprensione delle dinamiche. Osservando cerca
il principio primo dell’armonia e della bellezza; trovando la sorgente da
dove tutto proviene, egli pensa di arrivare alla verita. I concetti di armonia
e di bellezza lo portano a indagare nell’ambito artistico. Merz considera
legittima l’importanza dell’analisi formale: la materia dell’opera, nella
sua visibilita, diventa strumento che conduce all’idea . In modo simile,
osserva che anche la verita, al pari di un’idea, secondo Merz, puo esser
resa visibile e trasmettibile nella forma. Il rapporto tra forma e pensiero,
cosi come tra opera e idea, trova senso proprio nel rendersi visibile, quindi
nel comunicarsi. Questa stessa visibilita consente di avvertire una continuita
nell’evoluzione formale quale ricerca dell’eterna armonia . L’uomo vive
una tensione di tipo spirituale che sembra condurlo verso un’unica direzione
alla ricerca della verita, verso una realta immutabile che stabilizzi in
qualche modo la transitorieta della sua stessa vita. Merz riconosce che
si deve andar oltre l’aspetto animale che limita l’uomo alla sola fisicita.
Egli ne dichiara semplicemente l’esistenza dell’anima.
Sento direttamente che esiste l'anima. Mi meraviglio che il mio "io", quello che mi rende tale, sia chiuso nel corpo, attraverso il quale il mondo mi conosce. Qualsiasi corpo io abbia, col volto di P., di X. o di Y., rimango sempre lo stesso. Proprio sento questo. Osservando gli uomini non dovrei affatto guardare l'esterno, bensi dovrei penetrare nell'anima. Pare che lo sguardo, la bellezza del volto rispecchino l'anima .
Per Merz, proprio cio che e nel corpo, piu che il corpo stesso, e cio che rende tale l’Io. La vita dell’anima e cio che Merz considera come la vera vita, immutabile ed eterna, che non conosce né tempo né fine . Accettando l’esistenza dell’anima, e naturale chiedersi da dove essa provenga, visto che pare piu importante dello stesso uomo fisico. Egli afferma oltre all’esistenza dell’anima anche l’esistenza di Dio, Colui che crea l’anima. Scrive:
E' un fatto che Egli [Dio] esiste, che io lo sento intorno a me, in me, qui, la, dappertutto. Le melodie divine sostengono e riempiono tutto l'universo. Ogni uomo sente il respiro di qualche cosa di piu grande e di eterno… Dunque Dio esiste… Colui che sentiamo intorno a noi, che la nostra intelligenza percepisce come eterno, al Quale l'anima tende involontariamente .
Merz afferma: “In questo sta la filosofia della felicita: bisogna che il
nostro punto centrale sia nell'aldila” , cioe dove si trova il Dio principio
primo e ultimo. Continua: “La vita e la lotta per la verita” . Con tale
assioma Merz conferma che l’uomo trova la forza necessaria per vivere se
e consapevole di questa tensione verso la verita. In Merz prevale la certezza
che, oltre alla fugacita delle cose, c’e qualcosa a cui non e dato di passare,
“La verita rimarra intatta” . Dunque, se alla vita e dato di intuire l’eternita
cui e chiamata, anche il pensiero e legittimato a continuare a credere nel
raggiungimento della verita. Scrive: “Negli uomini piu cattivi c'e ancora
molto di bene. Da queste particelle di bene che si trovano negli uomini
si puo concludere sull'essenza di un'unica verita” . Il bene presente negli
uomini cattivi consente di provare l’esistenza di un’unica verita universale,
superiore al contingente, raggiungibile da tutti gli uomini, buoni o cattivi
che siano. Attraverso deduzioni logiche, giunge a ricercare la verita fino
all’alveo della verita cristiana. Creare un legame tra il tema della verita,
ed elementi cristiani, fa progredire la ricerca della verita permettendo
a Merz di trovarla nella Chiesa cattolica. Chiesa diventa il percorso privilegiato
che conduce a Cristo, e il Cristo e l’unica via per conoscere la verita.
Cristo stesso e Dio, la sua verita e per tutti gli uomini ed e la stessa
verita che da senso alla loro vita. Per Merz la Chiesa non e un ente solamente
spirituale ma e promotrice della cultura, dell’unione e dell’amore fra gli
uomini. Ad ogni generazione essa puo “indicare il vero senso della vita”
. Merz si rende conto “che essa e l’unica che tira l’umanita in avanti”
, si convince che la Chiesa cattolica e la vera Chiesa , l’unica Chiesa
di Dio , i cui dogmi sono “viva, salvifica verita” . Si riferisce ad essa
come custode e possessore di questa verita e dichiara che: “Il cristianesimo
ha dato la soluzione di tutti i problemi sotto ogni aspetto” . Proprio perché
possiede la verita, anche la Chiesa “in ogni secolo mostra all’umanita il
vero senso della vita” . Il secondo capitolo prosegue con l’analisi del
concetto del ‘senso della vita’, in questa parte possiamo vedere riflessioni
di Merz sul perché della vita. Spesso ripete: “La vita per me e un grande
punto interrogativo” . Il suicidio di Greta (il suo primo amore) e di un
commilitone (un compagno dell’Accademia militare), inducono Merz ad interrogarsi
piu volte sui motivi che possono portare l’uomo a scegliere deliberatamente
la propria morte. Ribalta la spontanea domanda al negativo: “Perché non
suicidarsi?”. Immediatamente riscontra la propria risposta nel sapere che
esiste il senso della vita ; se non lo si conosce si diventa molto fragili
ed incapaci di affrontare le difficolta. La vita senza la speranza diventa
insopportabile, ed il suicidio permette cosi di porre fine alla propria
esistenza in modo definitivo. Con lucidita Merz sa che: “La vita e terribile.
Se in fondo all'anima non avessi speranza e fede in qualche cosa di eterno,
non avrei piu voglia di vivere” . Merz presenta la forza data dalla speranza
grazie alla quale anche la vita presente ha senso in vista del futuro. Nel
suo articolo ‘Novo Doba’ afferma che chiunque desideri comprenderne il senso
deve soffrire fisicamente e spiritualmente . Senza la croce, cioe senza
il dolore fisico e la sofferenza, si nega l’essenza della vita . Merz afferma
che: “Invano infatti e filosofare in una comoda stanza al chiaro di luna,
cosi non si puo scrutare la sfinge della vita” . Secondo Merz l’uomo che
pensa nella sua stanza e degno di farlo solo se ha gia affrontato la complessita
della vita; altrimenti, cio che dice o scrive e superficiale, distante dalla
verita che rimane come un’entita assolutamente teorica, distante dal profondo
senso della vita. Merz elabora una propria riflessione rispetto al concetto
di superuomo e afferma: “Il superuomo di Nietzsche e giustificato nella
misura in cui di fatto l'aspirazione al superuomo e un assioma dell'anima”
. E l’anima quella che tende verso la perfezione, cioe verso Dio , e non
il superuomo per se stesso. Merz puo accettare la concezione del superuomo
di Nietzsche solo in conformita con l’esistenza dell’anima. Egli trasforma
il desiderio originario nietzschano degli uomini di diventare dei nella
realta del pensiero cristiano di essere figli di Dio. Secondo lui il cristianesimo
e in grado di rispondere in modo geniale “all’ardente desiderio di ogni
uomo di diventare egli stesso figlio di Dio” . Il vero senso della vita,
per Merz, si trova nella spiritualita. Nella spiritualita si trova la carita.
La carita esige di manifestarsi con gli atti e Merz né fa esperienza nel
periodo della guerra. Avverte nell’etica l’unico aspetto veramente importante
per la generazione che vive lo spirito del suo tempo . La vita dell’altro
da senso alla propria vita. Per concludere il secondo capitolo affronto
il tema ‘Il senso del dolore e della sofferenza’ nel quale riscontriamo
che per Merz il dolore in se stesso ha un significato profondo, che va oltre
l’esperienza di una sola vita, “il dolore ha creato e crea nuove generazioni”
. Merz dichiara che senza dolore non c’e la vera vita . Il dolore e uno
strumento privilegiato di conoscenza e non puo esser sostituito da nessun’altra
forma intellettuale o logica. Merz arriva alla conclusione che, penetrando
nell’anima, il dolore permette di documentare la sostanza dell’etica . Ma
il dolore e un mistero, e di questo Merz ha piena consapevolezza: senza
l’apporto della fede, che fa uno scarto in avanti rispetto alla sola ragione,
non si puo superarlo e dunque scoprirne il senso. Per questo il cristianesimo
aiuta l’uomo che soffre donandogli la forza della fede, la fiducia e la
speranza di accettare la presenza del dolore in vista di un senso piu profondo,
che va oltre una comprensione immediata. Merz sa che all’uomo non e concessa
la possibilita di evitare il dolore, che non e qualcosa che si puo decidere,
ma accade. La liberta dell’uomo si esprime nella sua reazione al dolore:
accettarlo, attribuendogli un significato, oppure negarlo e subirlo in tutta
la sua portata. La religione diventa un aiuto necessario alla sua sopportazione
perché capace di dargli un senso .
Anche il terzo capitolo, ‘L’uomo e l’apertura alla trascendenza’ e suddiviso
in tre parti. La prima parte e dedicata al concetto di perfezione umana
che secondo Merz e giustificato dal profondo desiderio che l’uomo avverte
dentro di se provocato da Dio stesso. L’uomo si sforza di seguire l’imperativo
morale di fare il bene . Il ruolo della ragione e di scoprire il bene come
il fine delle inclinazioni iscritte nella stessa natura umana, e di formulare
la legge sulla base di questo fine . L’aspirazione verso la perfezione diventa
per lui il senso stesso della vocazione umana. In una situazione interiore
pacifica, che puo esser estesa a quella di un’intera nazione, l’uomo puo
cominciare a filosofare e meditare, dando inizio alla cultura. Proseguendo
la tesi do particolare attenzione al tema dell’estetica e dell’arte in rapporto
alla religione. Merz sostiene che sia necessario il legame tra arte e morale
, afferma che “solo con la bellezza si giunge alla Sorgente” . La bellezza
dell’arte e necessaria per il fatto di poter essere da guida verso la verita
e la pienezza della nostra esistenza. La bellezza non e il fine ultimo,
ma solo il tramite. L’opera d’arte, portatrice della bellezza, diventa il
mezzo per conoscere l’invisibile della natura che riconduce a quel grande,
eterno senso . Il connubio armonico dei tre elementi, il buono, il bello
e il vero, diventa dimostrazione dell’eterno. La tendenza all’armonia conferma
all’uomo di essere spirituale e non un semplice animale. Gli artisti con
la loro personalita, possono creare forme che nel tempo e nello spazio noi
raggruppiamo sotto la definizione di arte e che facilitano gli uomini ad
intuire l’Idea eterna che oltrepassa il tempo. Per Merz: “l’arte non deve
essere senza un valore pratico” , ma anch’essa deve avere il proprio fine.
Merz, facendo una similitudine con l’amore, che se considerato divinita
fine a se stessa e psicologicamente un assurdo , sostiene che anche l’arte,
se e solo per l’arte, diventa assurda; se l’amore puo portare verso un progetto
piu alto, anche l’arte dovrebbe condurci ad una cosa piu grande, alla religione.
Merz riconosce che la vita e qualcosa piu dell’arte e che la religione dovrebbe
essere la guida della vita. La religione, avvalendosi anche dell’arte ,
e il mezzo per giungere alla sorgente di tutto, cioe Dio. Solo Dio mostra
di essere la perfezione della bellezza, della bonta e della verita. Per
Merz assume un significato particolarmente importante la liturgia, quale
espressione visiva del mistero. La liturgia si deve avvalere di una propria
estetica, necessaria affinché l’uomo, a causa della sua natura fisica, possa
partecipare sensibilmente alla natura divina. “La liturgia e l'arte centrale.
Essa e del tutto oggettiva e corrisponde all'ideale di Wagner, il quale
ha voluto unire tutte le arti in una sola” . Proprio per questa sintesi,
la liturgia e il miglior mezzo per elevare la nostra immaginazione alla
vita del cielo e prepararci ad essa. E “l’arte per eccellenza” . La liturgia
diventa luogo privilegiato dove l’uomo entra in vivo contatto col mondo
soprannaturale; essa presenta una speciale forza apologetica: conduce gli
uomini alla vera fede. Merz afferma: “la liturgia e la piu grande opera
d’arte che esiste in questo mondo, per di piu essa e opera d’arte centrale
perché raffigura in modo artistico la vita di Cristo, il quale e il centro
della storia” . La scelta della liturgia quale ‘arte per eccellenza’ non
e avvenuta a priori o sulla base della sola fede, ma e il frutto di un’elaborazione
operata nel tempo, in cui si osserva l’influenza dell’arte e del suo significato.
Concludo il terzo capitolo con una parte dedicata in specifico al pensiero
di Merz nei confronti di ‘Dio’. Possiamo distinguere sinteticamente quattro
tipi di considerazioni che egli sviluppa sul concetto di Dio: la prima riguarda
Dio nel cosmo, subentra poi la questione di Dio creatore dell’universo,
quindi Dio e l’uomo e infine il rapporto personale di Merz stesso con Dio.
Scoprendo l’esistenza di Dio, Merz conclude:
Egli esiste ed io anche nei momenti delle piu gravi prove e dubbi credo fermamente che Egli e l'unico eterno, grande Dio. Se Egli esiste, ne consegue che la nostra vita ha uno scopo .
VI. Le difficolta incontrate e i limiti del lavoro
Chiaramente nello svolgere questo studio ho avuto modo di incontrare diverse difficolta, la prima delle quali e presentata proprio dall'uso della lingua italiana, che non e la mia. Lo stesso materiale utilizzato e per la maggior parte in croato, Merz scrisse persino la propria tesi dottorale in francese; dunque, ho dedicato molto tempo per rielaborarli in italiano e costruire tutto il percorso della tesi dottorale. Oltre a questo Merz, pur avendo conseguito il dottorato in filosofia, non si e mai dichiarato filosofo, piuttosto un pensatore e studioso letterario. Ho dovuto leggere con estrema attenzione gli appunti personali e gli articoli pubblicati per riconoscere il percorso filosofico dei suoi pensieri, che nella maggior parte non erano tra loro collegati. Riconosco che questo mio lavoro non puo esaurire la lettura del vasto materiale lasciatoci da Merz. Ci sono ancora numerose pagine con le riflessioni piu letterarie di Merz, che andrebbero studiate e organizzate. Rivolgo dunque l’invito ad altri miei colleghi, a sostenere ulteriore ricerche per contribuire ad una visione sempre piu completa del pensiero di Ivan Merz; ogni ulteriore approfondimento comporta nuove riflessioni e considerazioni, personali e collettive, sull’essere uomo nel mondo.
RINGRAZIAMENTO
Ritengo un mio obbligo morale ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato
nel rendere possibile la stesura di questa tesi. Il mio sincero ringraziamento
va alla Pontificia Universita Urbaniana, in forma speciale alla Facolta
di Filosofia, con tutti i suoi professori e con a capo il decano Prof. Guido
Mazzota, i quali mi hanno offerto la possibilita di arrivare al punto in
cui mi trovo ora. Un ulteriore prezioso ringraziamento va al mio moderatore
Prof. Godfrey Igwebuike Onah, che mi ha guidato nella ricerca scientifica,
aiutandomi con le sue osservazioni, consigli e suggerimenti. Sono particolarmente
grato anche al mio correlatore Prof. Božidar Nagy S. J., postulatore della
causa del beato Ivan Merz. Ringrazio anche al Prof. Adrian Ndreca, per il
suo contributo e la sua presenza alla difesa pubblica di questa tesi dottorale.
In modo speciale ringrazio mia moglie Leonilda, la mia famiglia e tutti
gli amici che mi sono stati vicini in questi anni di vita. Ringrazio il
Comitato della Domus Croata e il suo presidente, che hanno avuto sempre
pazienza e rispetto di me e dei miei studi; inoltre rendo grazie a tutte
le persone delle diverse istituzioni e a quelle di buona volonta che mi
hanno sostenuto e motivato nelle diverse forme per concludere questo mio
ciclo di studi.
Esprimo la mia piu profonda gratitudine e riconoscimento a ciascuno di voi,
prego il Buon Dio di benedirvi per tutto cio che mi avete donato a parole,
gesti, con la vostra preghiera e presenza.
Roma, 15 maggio 2007.
Stjepan Ribiæ